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Oleodotto Eni - Aggiornamento

 

AGGIORNAMENTO DEL 24/11/2020
Sono in corso ulteriori indagini da parte di Arpa Piemonte in merito allo sversamento dall’oleodotto ENI in zona Cipian. Anche a seguito di diverse segnalazioni rispetto alle esalazioni avvertite in città, il Dipartimento sud est dell’Agenzia regionale ha chiesto a Eni una serie di informazioni utili ad approfondire la situazione e definire gli interventi del caso. Verranno pubblicati nuovi aggiornamenti in merito non appena saranno disponibili.


AGGIORNAMENTO DEL 17/11/2020 - ORE 11
In corrispondenza dell’oleodotto interrato, di proprietà ENI S.p.A., è stato rilevato un punto di prelievo illecito attribuibile a un’effrazione dolosa. A comunicarlo è la Direzione Generale della società petrolifera in una lettera inviata al Comune di Novi Ligure, e agli uffici competenti di Provincia di Alessandria, Regione Piemonte, Prefettura e Arpa.
«L'oleodotto – sottolinea la nota - è stato immediatamente presidiato e contestualmente sono stati effettuati i primi interventi di messa in sicurezza che sono consistiti nella chiusura del punto di prelievo non autorizzato utilizzato per l’effrazione. In prima approssimazione si può valutare che l’area interessata dalla potenziale contaminazione nell’intorno del punto con evidenze sia di circa 500 mq.  Non si ravvisano attualmente pericoli immediati per la popolazione o per l’ambiente».
Nella missiva, inoltre, Eni spiega che si è trattato di uno sversamento di prodotto idrocarburico (petrolio grezzo) fuoriuscito dal punto di effrazione e che è stato richiesto alla società HPC Italia, consulente ambientale di Eni, di effettuare le necessarie verifiche per adottare le misure di messa in sicurezza del sottosuolo. Le operazioni saranno effettuate sotto il controllo di Arpa.


NOTIZIA DEL 16/11/2020

A seguito di un sopralluogo avvenuto questa mattina, Arpa Piemonte ha comunicato che le esalazioni di idrocarburi in zona Cipian sono dovute a un guasto dell'oleodotto Eni per cause in corso di accertamento. Il guasto è in fase di riparazione e in queste ore si stanno svolgendo approfondimenti e campionamenti ambientali in zona Cipian da parte dell’ARPA.
L’Agenzia regionale per la protezione ambientale è intervenuta subito dopo la prima segnalazione pervenuta tramite il 118 alle ore 16 di sabato 14 novembre. I tecnici hanno appurato la presenza di odore proveniente da un tombino interno ad un negozio con sede in area Cipian. Gli accertamenti di ARPA sono proseguiti nelle ore successive in parte in presenza dei Vigili del Fuoco del Distaccamento di Novi Ligure del Comando Provinciale di Alessandria, che si trovavano in zona allertati dagli abitanti che percepivano analoghi odori provenienti dai tombini e dalle fognature delle abitazioni. Dal tipo di odore e dalla mappa della diffusione nella città si è pensato che si potesse trattare di idrocarburi trasportati con le acque del Rio Gazzo al depuratore di Novi. Gli accertamenti di ARPA sono proseguiti nel pomeriggio di domenica quando è stata rilevata la presenza di una consistente contaminazione da idrocarburi nel laghetto in zona Cipian tra viale Meccanica e la SS35 BIS dei Giovi, circa all'altezza del Km 5.
In una recente nota diffusa da Acos s.p.a. si precisa, inoltre, che Gestione Acqua ha riscontrato un refluo con elevata quantità di idrocarburi nel collettore fognario del Rio Gazzo, che alimenta il depuratore di Novi, e di conseguenza ha provveduto a mettere in sicurezza l’impianto.
Gestione Acqua informa che sono stati effettuati ulteriori e numerosi campionamenti sulle falde che riforniscono l’acquedotto e che il sistema acquedottistico non ha subito alcun problema dallo sversamento di idrocarburi.

Si rassicura perciò la popolazione: l’acqua erogata non presenta alcun problema e può essere tranquillamente consumata e utilizzata


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