Di segni e miraggi - :: SITO UFFICIALE DELLA CITTA' DI NOVI LIGURE (AL) ::

archivio notizie - :: SITO UFFICIALE DELLA CITTA' DI NOVI LIGURE (AL) ::

Di segni e miraggi

 
Di segni e miraggi

Protagonista di questa nuova esposizione, che può essere visitata fino al prossimo 26 giugno, è una rigorosa selezione di dipinti e disegni di ambito seicentesco genovese provenienti da collezioni private dell’Oltregiogo, territorio storicamente legato alla Repubblica di Genova che ne identificava i possedimenti a nord, a cavallo dell’Appennino, di cui Novi Ligure era la città più rilevante.
A trent’anni dalla mostra “Genova nell’età barocca” curata da Ezia Gavazza e Giovanna Rotondi Terminiello presso la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, che per prima ha fatto conoscere al grande pubblico i protagonisti del barocco genovese, Novi Ligure collabora con la città di Genova nella prosecuzione di questi fondamentali studi e approfondimenti.
«Con questa eccezionale mostra – commentano il Sindaco, Gian Paolo Cabella, e l’Assessore alla Cultura, Andrea Sisti - Novi Ligure prosegue un’attività espositiva e scientifica incentrata sul territorio, che rafforza il suo ruolo di città d’arte, di ponte tra Liguria e pianura padana, di riferimento culturale dell’ampia area storica dell’Oltregiogo. È pertanto con grande soddisfazione che salutiamo la presenza, nelle nostre sale, di artisti quali Piola e Cambiaso, Strozzi e Fiasella, capaci di raccontare con efficacia la storia dell’antico legame tra Novi, l’Oltregiogo e Genova, ma anche di trasferire al visitatore di oggi l’importanza di un tessuto culturale da scoprire o riscoprire, proprio sulla scorta delle suggestioni che la mostra ci restituirà».

Il titolo scelto, “Di segni e miraggi”, pone l’accento sulla forte componente illusionistica dell’arte di questo particolare momento storico in grado di ingannare l’occhio, riuscendo a trasformare una combinazione di segni, che nulla hanno a che vedere con la naturale fattezza delle cose da raffigurare, in una proiezione della realtà efficacie e seducente: un miraggio.
I segni disegnativi o pittorici riescono infatti a dare vita a quei miraggi che sono i manufatti artistici: chiaroscuri che si fanno materia, linee che restituiscono il movimento, pennellate che danno il senso della morbidezza, sfumati che rendono percepibile l’impalpabile. Segni potenziati all’interno del panorama artistico seicentesco nel perseguire quella volontà di totale coinvolgimento sensoriale propria dell’estetica barocca.
Il voluto gioco di parole (di segni / disegni) intende sottolineare il ruolo di coprotagonista, all’interno del percorso espositivo, del disegno che, a partire dalla metà del Cinquecento e poi ancora con sempre maggiore convinzione nel Seicento, si afferma come forma d’arte autonoma, in grado di esprimere un’efficacie interpretazione del reale al pari della pittura.

Ciascuna delle trentanove opere esposte, molte delle quali inedite, - dagli straordinari esemplari disegnativi di Luca Cambiaso e Giovanni Battista Castello il Bergamasco, passando per i dipinti di Bernardo Strozzi, Luciano Borzone, Giovanni Andrea De Ferrari, Orazio De Ferrari, Anton Maria Vassallo e degli allievi di Valerio Castello, sino alle tele e alle opere su carta di Domenico Piola - offre il suo contributo per cogliere la pluralità di percorsi e di soluzioni originali all’interno della cultura figurative del Barocco genovese, così ricco di forze interne e apporti esterni.
I collezionisti coinvolti, accorti conoscitori della cultura e della storia dell’Oltregiogo, hanno iniziato la loro ricerca circa quindici anni fa e molte delle loro opere negli anni, sono state esposte in mostre di rilievo nazionale e internazionale, indice di una non comune propensione alla condivisione di cultura e bellezza.
Un’ulteriore occasione di approfondimento e godimento dei dipinti e dei disegni di queste notevoli collezioni private, attraverso l’esposizione di preziose testimonianze artistiche della felicissima stagione della cultura artistica del Barocco genovese e a un nuovo sguardo sulle medesime, è offerta oggi dalla mostra Di Segni e Miraggi. La scelta del Museo di proseguire l’attività culturale approfondendo le tracce liguri del territorio, appartenuto storicamente all’Oltregiogo genovese, si collega all’obiettivo di recuperarne l’identità storica.


DI SEGNI E MIRAGGI
Il Barocco genovese nelle collezioni private dell’Oltregiogo

A cura di Valentina Frascarolo e Chiara Vignola
Novi Ligure, Museo dei Campionissimi (Sale d’arte), viale dei Campionissimi 2
Dal 9 aprile al 9 giugno 2022

Per informazioni
Museo dei Campionissimi: tel 0143772266–772230; www.museodeicampionissimi.it | fb: Museo dei Campionissimi | Instagram: museo_campionissimi | email museodeicampionissimi@comune.noviligure.al.it
Orari di apertura: venerdì dalle ore 16 alle 20; sabato, domenica e festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20
Biglietti: 7 euro intero, 4 euro ridotto


Risultato (244 valutazioni)