L'impegno delle mazziniane per l'emancipazione femminile - :: SITO UFFICIALE DELLA CITTA' DI NOVI LIGURE (AL) ::

archivio notizie - :: SITO UFFICIALE DELLA CITTA' DI NOVI LIGURE (AL) ::

L'impegno delle mazziniane per l'emancipazione femminile

 
L'impegno delle mazziniane per l'emancipazione femminile

Graziella Gaballo

 

L’impegno delle mazziniane per l’emancipazione femminile.

Il contributo di Elena Ballio

 

Edizioni Joker, collana Il Periplo, 2018, pp. 134, € 18

ISBN 978887536420-5

 

Questo lavoro delinea alcune direttrici intorno a cui si sviluppò, dopo la nascita del nuovo Regno, il movimento emancipazionista italiano che individuò mazzinianesimo la sola forza democratica in grado di dare voce a una domanda di autonomia e di cittadinanza femminile.

In tale contesto si colloca Elena Ballio (1847-1917), il cui percorso politico e culturale è al centro della presente ricerca. Il suo impegno si sviluppò, pur all’interno di una più ampia gamma di interessi, intorno a un filo conduttore principale che teneva strettamente intrecciati i temi dell’emancipazione femminile e della educazione e istruzione delle donne e si manifestò pubblicamente a partire dal 1867 quando, allora risiedente con la famiglia ad Alessandria, fu tra le fondatrici – insieme ad altre venticinque socie, tra cui la sorella Giulia – del Comitato per l’emancipazione delle donne italiane, nato in appoggio al progetto di legge per il voto alle donne presentato quell’anno in parlamento da Salvatore Morelli. Dall’anno seguente iniziò a collaborare al periodico emancipazionista “La Donna”, fondato nel 1868 da Gualberta Alaìde Beccari. Elena Ballio affiancò a quella di insegnante prima e di direttrice scolastica dopo alcune altre attività – di autrice di manuali, collaboratrice di riviste, conferenziera – mostrando di aderire a quel modello di “donna nuova” in grado di muoversi con autonomia e libertà e di trarre la propria indipendenza economica dal lavoro; l’emancipazione femminile è da lei intesa tuttavia non come oggetto di rivendicazione in sé, semplice risposta a una domanda di uguaglianza, bensì come mezzo per meglio adempiere il proprio dovere nella sfera pubblica, in quel gioco di equilibrio tra diritti e doveri che è alla base del pensiero di Mazzini.

 

Graziella Gaballo, laureata in filosofia e in storia e già docente di materie letterarie nella scuola secondaria di primo grado, è socia della Società italiana delle storiche (Sis) e della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco), collabora con l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria “Carlo Gilardenghi” ed è redattrice della rivista “Quaderno di storia contemporanea”. Ha pubblicato numerose monografie e saggi in volumi collettanei e in riviste su temi di storia resistenziale, didattica e storia delle donne.

Tra le sue opere più recenti ricordiamo: Né partito né marito... I fatti del 7 marzo 1978 e il movimento femminista genovese degli anni Settanta, Joker, Novi Ligure 2014 e Il nostro dovere. L’Unione Femminile tra impegno sociale, guerra e fascismo (1899-1939), Joker, Novi Ligure 2015.

 


Risultato (455 valutazioni)